All’incontro organizzato dal quartiere QTR1 domenica 4 abbiamo chiesto
1. adesione alla campagna TARIFFA PUNTUALE DEI RIFIUTI

2. FIRMA

Conosciamo quindi chi conosce le campagne ambientaliste, e nel merito la raccolta firme scaricabile da questo sito da gennaio (e inclusa nella campagna RIFIUTI ZERO nazionale)

 

ABBIAMO CHIESTO ADESIONE ALL’ISTANZA “TARIFFAZIONE PUNTUALE” CON FIRMA

 

Guido Nani è promotore e firmatario

Fabio Bottero ha aderito alla raccolta firme (aiutano a raccoglierne)

Anna De Martino aveva già firmato da cittadina a gennaio e aderisce come candidato sindaco

Davide Barletta dichiara di conoscerla per essere estesa a amministrazioni leghiste e firma

Mattia Scolari aderisce pienamente e firmata

Giulia Renna aderisce pienamente e firma

Giuseppe Russomanno aderisce e firma

Riccardo Truppo non la conosce e vuole leggerla, si informerà

Guido Gervasoni fa una dichiarazione di conoscenza della campagna ma vuole leggerla perché ha dei dubbi sugli effetti

 

ndr: è stata introdotta in moltissime ammistrazioni lombarde e italiane, promossa dai comuni aderenti all’Associazione dei Comuni Virtuosi, e da amministrazioni di diversi colori politici, a pesare dell’impegno delle singole Giunte (sia di Centro Sinistra che Leghiste, che guidate da Liste Civiche, oltre che tutti i Comuni dove abbiamo il Movimento 5 Stelle o i suoi consiglieri la stanno promuovendo dalla minoranza).

 

Aprofittiamo per dare brevi cenni a chi non la conoscesse:

 

La Tariffazione Puntuale è il NATURALE esito e completamento della differenziata per quanto riguarda l’utenza domestica.
E’ chiaro che è solo una delle misure nel complesso delle proposte “RIFIUTI ZERO” che comprendono la riduzione alla fonte, le altre utenze, la contrattazione del servizio raccolta e pulizia strade, la possibilità di fare imprenditoria verde con la vendita riciclo riuso e/o trasformazione del rifiuto autonomamente gestito (sia imprenditoria privata che pubblica, o ad esempio come il progetto trezzanese Ri_ Maflow)

In aggiunta sottolineiamo che questa misura andrebbe estesa anche alle IMPRESE: il costo della spazzatura per alcune imprese è alla base di oneri economici che le possono mettere in crisi (soprattutto in questo momento), e questo perchè basato sui metri quadri dello stabilimento e non sulla reale entità del rifiuto prodotto:

noi vogliamo che anche le imprese paghino per il loro reale PESO AMBIENTALE, se è dannoso di più, ma se riciclano correttamente e non hanno attività produttive che emettono rifiuti in grande quantità sia loro dato modo di contribuire economicamente in maniera proporzionale alla realtà.

 

COME FUNZIONA:

L’attuale bolletta è una divisione del costo per le utenze MISURATA sul metro quadro delle abitazioni dell’utenza.

La nuova bolletta avrebbe finalmente due parti (come prevedeva la definizione di “TARSU”) : un minimo di costi fissi e una parte variabile misurata sulla quantità di rifiuto indifferenziato che si produce.

La nuova bolletta ha una base di costi fissi generali molto ridotta ,cui si aggiunge una CIFRA VARIABILE  che prende in considerazione l’entità del “secco” prodotto personalizzata dunque per la singola utenza.

Chi produce più rifiuti non riciclabili infatti pagherebbe di più di un cittadino che differenzia producendo un rifiuto riutilizzato, perchè una diversa percentuale di rifiuto secco (indifferenziato) rispetto al differenziato  incide sul costo del servizio totale, aumentandone i costi.*
Nel contempo si avvia un ciclo virtuoso per cui i cittadini si sforzano di riciclare di più e meglio perchè avrebbero un risparmio. Basta vedere le percentuale di Lissone, passata da un c.a 70% al 90%.

IL COSTO del servizio in carico all’utenza si divide dunque in cifra fissa e cifra variabile, la variabile DIMINUISCE tanto più diminuisce il peso o volume del SECCO.

traducendosi in: più un cittadino arriva a comprare meglio (scelta delle confezioni, ad es, prodotti alla spina), prima, e differenziare meglio dopo, più si troverà a produrre un SECCO INDIFFERENZIATO minore.
Questo “sacco”del secco, come attualmente lo usiamo, avrà un codice a barre personalizzato per l’utenza, grazie al quale misurare e poter emettere una bolletta proporzionale alla virtuosità del comportamento della famiglia/utenza.
Chi più differenzia quindi PAGA MENO (rispetto ad ora e in proporzione al suo impegno nel rispetto dell’ambiente).

La misura si propone di dare equità economica al contributo dei cittadini alle spese di differenziata, premiando chi differenzia.

Nel contempo si aumenta la differenziata, il cittadino in generale impara a comprare e differenziare meglio e l’ambiente ne giova per un migliore uso delle materie prime, a discapito di quelle non riciclabili/riutilizzabili.

PERCHÈ È UNA MISURA EQUA E DOVUTA:
*Ricordiamo  che AMSA quando raccoglie il differenziato ( carta, plastica, metallo e vetro) lo rivende ai consorzi delle materie seconde e quindi deve corrispondere  uno sconto generale per il materiale differenziato che costa, dunque, loro  meno (costo del servizio di raccolta) di quello che deve essere smaltito in discarica/inceneritore oppure corrispondere con investimenti quali l’introduzione della tariffa puntuale in cambio, proporzionale all’aumento di differenziata.

Quando Amsa chiede 3.500.000 al Comune di Trezzano per la raccolta rifiuti e attività correlate deve anche predisporsi a corrispondere il dovuto, sia economicamente  che come misure approntabili, per il lavoro svolto dai cittadini nel ciclo dei rifiuti, tanto più aumenta il loro impegno.

Più noi differenziamo più Amsa recupera denaro rivendendo il differenziato; più differenziamo, più i costi si abbassano: traete voi le conseguenze su come vada ricontrattato l’onere generale nei suoi confronti.

 

La VERTENZA che state firmando  qui: http://trezzano5stelle.org/tariffa-puntuale-dei-rifiuti-iniziata-la-raccolta-firme/

 

Il modello lo trovate qui: files.meetup.com/223002/Modello_Istanza_Tariffa_Puntuale.doc

Naturalmente quello che avete firmato è stato ridisegnato per rispettare il REGOLAMENTO GENERALE DEL COMUNE DI TREZZANO, già pronto per l’approvazione in consiglio comunale.