Inauguriamo le schede del programma, approfondimenti dovuti rispetto alla sintesi che abbiamo pubblicato per la consegna della documentazione e che, come abbiamo spiegato sempre, è frutto del lavoro delle riunioni aperte al pubblico e del “lavorio” di dibattito nel forum di questo blog, senza mancare di considerare il continuo confronto a banchetti, iniziative, e con chiunque si approcciasse a noi anche da parti politiche differenti.

LA TANGENZIALINA

Argomento divenuto di attualità dopo l’affissione e i gazebo organizzati dal gruppo del candidato sindaco Russomanno in tutta la Marchesina e che chiaramente è diventato oggetto di scontro tra le due fazioni “maggiori” della politica tradizionale trezzanese.
Sale agli onori della cronaca questa tangenzialina, come era ampiamente prevedibile, nella campagna elettorale. Si scontrano dunque le due fazioni, con un “via alle danze” di Giuseppe Russomanno, che punta sulla Marchesina per espugnare un terreno politico elettorale ritenuto evidentemente fertile. Potete controllare nei documenti di questo articolo le due posizioni, credits alla fine.

Per quanto riguarda noi, l’approccio è differente, talmente differente che invece di valutare le loro idee vi proponiamo di valutare Voi stessi la questione “tangenzialina” e di trovare la soluzione maggiormente condivisa insieme.

                    Ci prestiamo a raccontarvi per cenni la storia della tangenzialina e lo stato dell’arte.
Questo progetto, come è noto ai più, nasce addirittura come proposta in una delibera del 1978. Il fatto di creare uno svincolo (strada esterna al nucleo Marchesina e che porti direttamente alla tangenziale) che liberi la vecchia vigevanese del traffico di Milano e di Abbiategrasso ha risentito negli anni il peso dell’aggravarsi di una situazione fisiologica inevitabile. Nel contempo si aggrava la situazione del passaggio via Roma- Ponte- Cavalcavia, per essere l’unica via di passaggio per Trezzano, tale che si comincia a pensare ad un nuovo ponte sul Naviglio.
Le cause sono note e verificabili:

-il Ponte Gobbo (come viene chiamato il ponte costruito vicino al vero Ponte Gobbo storico pedonale di Trezzano sul naviglio, simbolo della città) viene costruito aprendosi la strada proprio nel centro della parte storica: se all’epoca avessero potuto prevedere che Trezzano avrebbe ospitato le direttive di traffico maggiori della parte nord del “Sud Ovest” e che sarebbe stato il passaggio di attraversamento della direttiva NORD SUD del traffico dell’hinterland ( direttiva Settimo- Binasco), avrebbero potuto prevedere che il luogo migliore per un ponte veicolare sarebbe stato ad almeno 500 metri dallo stesso centro storico (magari a Est, e allora le Azalee non sarebbero come e dove sono) o a Ovest, più a ovest del Comune stesso.

– La Tangenziale Ovest, che inizialmente assorbiva il traffico maggiore, già dagli anni 80 è intasata a certi orari, in fasce ben note, che portano tutti coloro che devono muoversi per tratti di media percorrenza nella direttiva nord sud a preferire l’attraversamento di Trezzano.

Risulta quindi chiaro che il problema esiste da diversi decenni: esiste il problema di creare una alternativa di passaggio che divida il flusso veicolare  e permetta ai veicoli in attraversamento strade alternative provocando l’alleggerimento dal traffico del centro storico.
Anche se finora non si è fatto un solo passo per risolverlo.

Ci siamo approcciati al problema in questa maniera: posto che la Tangenzialina risponde alla necessità di risoluzione di un problema reale, andava studiata e compreso se era una soluzione accettabile, utile e se c’erano alternative. Se esiste un problema va risolto, non è pensabile rifiutare la soluzione prevista da altri, anche se proposta senza alcun vero dibattito, senza fornire un metodo valido per giungere ad alternative fattibili e sostenibili.

PRIMO COMPITINO A CASA PER CHI CI LEGGE: scaricate e guardate bene le immagini del progetto, altrimenti rischiamo di non capirci–>  ftp://85.42.193.19/PGTU%20Piano%20Generale%20del%20Traffico%20Urbano%202014/05_relazione_A4_PGTU_CON_13A_13.pdf

da pagina 5

Alcune immagini tratte dal progetto:

Foto della parte nord del progetto

Foto della parte nord del progetto, qui vedete interamente il tratto da Via Europa, svincolo dietro via Mario Pagano, via Maroncelli, innesto sulla rotonda “dell’Aemme”, via Metastasio e lo svincolo a ovest di via Treves

Lo svincolo in altezza via Treves, il ponte sul Naviglio e come sbocca sui terreni del parco suf per allacciarsi alla vigevanese vecchia

Lo svincolo in altezza via Treves, il ponte sul Naviglio e come sbocca sui terreni del parco sud per allacciarsi alla vigevanese vecchia

LE DUE OPZIONI DELLA PARTE SUD su via Salvini

Schermata del 2014-03-12 00:37:25

Schermata del 2014-03-12 00:35:36

Schermata del 2014-04-27 10:07:54 ipotesi B

E l’altra versione. quella che dallo svincolo in arrivo dal Naviglio porterebbe un ampio raggio di strada DENTRO il parco agricolo, a sud delle case, per connettersi sulla curva finale di via Salvini, inizio via Castoldi. –> [tracciato a carico della “provincia” solo se Trezzano però stanzia e attua la parte centrale e dunque i due ponti che attraversano ferrovia, naviglio e relativi svincoli]

Foto attuale:

Schermata del 2014-04-27 10:15:10

 

 

 

 

OSSERVAZIONI

Esiste un problema di fondo, la visione di insieme è più complessa e merita di essere affrontata nel suo insieme.
Negli anni si è mancato di dare il via a processi che avrebbero migliorato sensibilmente lo stato del traffico, e nel contempo non ci avrebbero portato all’insostenibilità della situazione attuale.

Il più importante è il ruolo mancato delle amministrazioni trezzanesi nel favorire e cooperare per l’apertura di una uscita della TANGENZIALE OVEST  A BUCCINASCO/ASSAGO, uscita intermedia tra l’uscita CORSICO- VECCHIA VIGEVANESE e l’uscita MI-GENOVA, IL CUI TRATTO ESTREMAMENTE LUNGO  è una delle cause della mole di traffico che va a convogliarsi nell’uscita sud di Trezzano. L’effetto è quello dell’imbuto di flussi di traffico verso la nostra uscita sud e di conseguenza sulla Vigevanese Vecchia, che va a “servire” tutte le zone abitate di  Milano-zona5 Buccinasco Corsico Zibido Gaggiano senza altra soluzione. Basta guardare una mappa per constatare che è un tratto decisamente lungo e ad alta densità.

Infatti il PIM nei suoi studi commissionati dalla precedente amministrazione cita questa opera come necessaria, e che sarebbe ovviamente a carico di un ambito di comuni (Buccinasco, Zibido, Trezzano, Assago, Rozzano…) allargati con Provincia (ex provincia, prossimamente Città Metropolitana) e Anas, nonchè Milano Serravalle-Milano Tangenziali S.p.A.

Poichè si sta per compiere la trasformazione della Provincia in Città Metropolitana è chiaro che il ruolo della prossima amministrazione dovrà essere forte e non più “distratto” nei confronti delle proprie responsabilità nel mettere in atto tutto il possibile perchè questa nuova uscita venga realizzata cooperando e agendo in maniera decisa nei confronti degli enti coinvolti e dei finanziamenti liberabili, e conseguentemente mettere in condizione le strade provinciali di collegamento di poter essere funzionali (strade già esistenti e che vantano il pregio di essere nel Parco Sud, per cui importante la tutela dell’ambito naturalistico e paesaggistico nelle eventuali operazioni di miglioramento).

Questa sola opera già renderebbe non più così necessario il tracciato sud della tangenzialina (sia che la intendiate come su Via Salvini che a sud dentro il Parco Agricolo). Molto del traffico non passerebbe più dalla Vigevanese Vecchia, o da Trezzano stessa in entrata o uscita dalla tangenziale ovest: pensate che da Binasco (MILANO GENOVA) ci sarebbe una strada per entrare in tangenziale più a sud, e viceversa non si dovrebbe uscire a Trezzano per prendere la sp 339, e non solo, la parte industriale di Rodigo sarebbe servita da una sua uscita… libererebbe da molto traffico la parte nord della sp 339 e la nostra vigevanese vecchia che con una (già) necessaria ristrutturazione potrebbe rimanere tale e quale.

OPERA NUMERO UNO dunque, è questa. E procedendo così parte del traffico se ne va.

OSSERVAZIONE NUMERO DUE

Posto che, l’attuale mole di traffico ha solo due sbocchi, la tangenziale ovest (usata per lo più per la lunga e media percorrenza ma intasata anche e soprattutto per la breve percorrenza obbligata) e il ponte gobbo, abbiamo l’effetto IMBUTO proprio nel centro storico del nostro comune.
Con il progetto presentato, si creerebbe una nuova sub tangenziale che solo in parte circonda trezzano, ma nella sua parte centrale lo attraversa (divide il Boschetto dal resto del comune, arriva in fondo a via Treves fornendo uno sbocco in quella via) .

Una nuova via di medio traffico che smaltirebbe certamente il traffico ora in transito, ma ne attirerebbe di nuovo, fornendo ai flussi di automobilisti e camionisti una nuova via a Trezzano per il passaggio rapido intercomunale nord-sud.
Trezzano ha subito abbastanza il peso di essere stata negli anni il luogo dove hanno costruito le vie di traffico. Ci avete mai fatto caso?

E’ sul terreno di Trezzano che è stata costruita la tangenziale (abbiamo terreni trezzanesi sia nella parte nord dietro e sopra il Tessera e anche sotto il Naviglio Grande, vicino alla cascina Guardia Inferiore).

E’ sul terreno di Trezzano che insistono le due vie di traffico radiale da Milano, quella storica della Vigevanese Vecchia e quella della Vigevanese Nuova.
Non è dunque un caso che sia il comune del Parco Sud  esterno alla Tangenziale  della nostra zona più trafficato e cementificato (insediamento  di aziende che si occupano di produzione e logistica, e di conseguenza insediamento e necessità abitativa). Intorno a noi campagna, campagna che DEVE essere tutelata.

Perchè continuare a fare di Trezzano una sede di grandi arterie di traffico? Masochismo?

Il territorio di Trezzano è forse destinato ad essere un immenso gioco del TRIS per lo scorrimento di auto?

Questo ci spinge a pensare che è necessario migliorare lo stato delle nostre ATTUALI strade, su cui grava un enorme peso di traffico e la cui mancata cura è un peso che anche i cittadini sopportano.
Questo ci ha spinto a pensare che, dato lo stato attuale di alcune nostre strade, il RIFACIMENTO del percorso CUSAGO (via Europa)- VIA MARONCELLI che sfocia nella nuova rotonda detta “dell’AEMME” SIA NECESSARIO. – VEDI PARTE NORD DEL PROGETTO- FINO ALLA VIGEVANESE NUOVA
Necessario perchè aiuterebbe a smaltire parte di traffico che ora si diluisce su Trezzano- via Morona/Cavour/ cavalcavia, e portando tutti i veicoli sulla Vigevanese Nuova, poichè una strada decente e in buone condizioni faciliterebbe quella via di passaggio. Non è necessario che sia una infrastruttura pesante, basterebbe SISTEMARE e mettere in condizione i veicoli di transitare su una strada in condizione e con una manto stradale ottimale, ma non siamo contrari a considerare la parte nord dell’attuale progetto tangenzialina come una struttura ormai necessaria. L’obiettivo è liberare Trezzano dal traffico in attraversamento senza distruggere altro verde, e l’unica parte del tracciato nord che ne attraversa può e deve essere rivisto.

OPERA NUMERO DUE, quindi, questa.

OSSERVAZIONE NUMERO TRE

E già qui, facendo una pessima approssimazione, saremmo quasi alla fine del prossimo quinquennio amministrativo. Ovvero saremmo alla fine di una serie di anni dove con stanziamenti annuali si dovrebbe rifare il manto delle strade, l’illuminazione, i marciapiedi, i semafori, qualche rotonda … etc etc per mettere in condizione le nostre strade di poter essere percorribili in migliori condizioni.

Queste le priorità e le “promesse” sensate.
Nel frattempo però parte del traffico sarebbe diminuito per le opere suddette -numero uno e due.

O credete davvero che il nostro Comune abbia VENTICINQUE MILIONI DI EURO da stanziare per la sola parte centrale del progetto? (Il Bilancio annuale di Trezzano si aggira su quella cifra, che facciamo?)
Infatti, per realizzare l’opera, così come disegnata dal PIM, e così come la sostiene il centro destra o la destra, o le destre (vai a capire a trezzano quanti sono), PRIMA IL COMUNE DI TREZZANO dovrebbe mettere in opera e realizzare la parte centrale, stanziando i soldi necessari. Fatto questo, la “ex” Provincia libererebbe il denaro per realizzare la parte di opera che le compete, ovvero il tratto dal Naviglio all’uscita Trezzano Sud ( attraversando il Parco Agricolo).

e’ una Conditio sine qua non.
Che dire? Abbiamo sentito dire che la Provincia ci mette i soldi, ma la verità è che solo se ce li mette prima il Comune di Trezzano la provincia realizza la sua parte, anzi, non il Comune: tutti noi, perchè se sottrai risorse al bilancio per questa opera a qualcosa (altro) dovremo rinunciare.

Prima di presentarci questa ipotesi, ovvero la parte sud della tangenzialina che circumnaviga la Marchesina, senza toccare le zone abitate e che insiste totalmente DENTRO il Parco Sud, vogliono almeno spiegare dove troverebbero i soldi per realizzare la parte di competenza al Comune? – Giusto per essere credibili….

Che fare inoltre di un progetto che non ci convince? Dovremmo discuterlo tal quale accettando che le due uniche alternative siano o quel progetto o niente?

Noi abbiamo un’altra idea.

LA TERZA OPERA!

Migliorato il percorso Cusago – Vigevanese Nuova, in attesa dell’apertura della nuova uscita a Buccinasco o dintorni che ci liberino di parte del traffico, si andrebbe ad agire per migliorare la condizione attuale in maniera più sostenibile. Mettendo in condizione il Comune di avviarsi verso un progressivo ma sostanziale miglioramento della sua qualità della vita e delle strade.

1- Ristrutturazione della zona traffico centro storico/marchesina/vecchia vigevanese

2- Creazione di altre vie di attraversamento NORD SUD

La prima è già prevista come organica anche agli altri progetti ( compresa nel progetto complessivo di PIM e di altre alternative lette), la seconda prevede un lavoro da parte dell’amministrazione.

Per quanto riguarda la seconda, abbiamo valutato le alternative proposte come varianti “A” e “B” nel complesso di una soluzione unica di attraversamento della ferrovia e del Naviglio localizzata in quel punto (all’altezza di via Metastasio/Treves)  e onestamente nessuna delle due è abbastanza convincente. Entrambe prevedono che si realizzi la parte centrale dell’opera (dalla rotonda della Vigevanese Nuova al Naviglio) e si differenziano solo nel come far sfociare il traffico dopo il ponte che attraverserebbe il Naviglio, cioè su come far proseguire l’opera una volta arrivata sulla Vigevanese Vecchia in quel punto.

Prima di tutto ci preoccupiamo anche di come cambierebbe sensibilmente anche la vivibilità del quartiere Boschetto e della zona Treves. E in secondo luogo ci preoccupiamo del fatto che creare una nuova grande via è nella stessa ottica  della visione del traffico [ “A IMBUTO” ] che HA CREATO IL PROBLEMA.

Si sa che chi semina GRANDI STRADE raccoglie TRAFFICO.

Avere un unica via agilmente utilizzabile e veloce per l’attraversamento del comune è come costruire un solo grande canale per convogliare l’acqua di più affluenti: attira altro traffico ora non presente (facilita ancora di più la scelta di Trezzano come luogo di attraversamento) e crea un imbuto che attirando il flusso veicolare  riproduce gli stessi meccanismi della tangenziale (ingorghi a precisi orari).

Se si vuole smaltire un flusso, incanalarlo in un solo tubo è il modo per ottenere la tracimazione prevedibile e periodica al ripetersi delle medesime condizioni: per i fiumi quando piove, per le strade negli orari lavorativi del mattino e della sera.

Questo traffico peserebbe sui due quartieri citati, Boschetto e Treves, che ora sono  isolati.

E siccome la dinamica dei fluidi è simile, se non corrisponde, a quella dei flussi veicolari, la soluzione migliore è quella di creare più “corsi d’acqua” nei quali i singoli veicoli possano di volta in volta diversificare il loro percorso, come analogamente fa l’acqua, che, quando trova sbarrata una strada, ne cerca un’altra, la più “facile” da percorrere.

Immaginate di avere tanti affluenti che convogliano una massa d’acqua nel vostro terreno, decidere di costruire un canale di cemento armato nel mezzo, vuol dire esporsi al rischio che quando questi, periodicamente, non abbia la capacità di assorbire tutta l’acqua, tracimi allagandovi l’orto. E’ evidentemente più logico costruire invece più “canali” piccoli dove l’acqua possa incanalarsi ed essere assorbita nel percorso dal terreno.

Per questo la soluzione che abbiamo pensato noi è quella di creare più ponti di attraversamento del Naviglio, naturalmente molto meno impattanti di quelli ventilati ( leggeri e meno invasivi), tali che le auto che vengano dalle mille direzioni dello spazio non si debbano incanalare tutte verso gli svincoli della futuribile grande opera e dunque ripetano gli stessi meccanismi che hanno creato l’attuale problema, ma trovino ognuna una loro strada più di vicinanza e non debbano convivere sugli snodi di una via di traffico unica (snodi che hanno i loro sbocchi sulla Treves, sulla rotonda “Aemme”, sulla vigevanese vecchia, i cui abitanti si troverebbero immersi letteralmente in un ambiente simile a quello che ora vivono quelli che hanno le case a ridosso di altri svincoli di tangenziali simili).

Diversificare la scelta è la nostra idea di traffico sostenibile…

I PUNTI UTILIZZABILI sono due,
i due possibili ponti leggeri dovrebbero posizionarsi :

uno a metà nel comune di Corsico (nord) e a metà nel nostro(sud), attraversando il Naviglio a est della tangenziale, creando un attraversamento utile dall’uscita della tangenziale per la zona dell’Ikea, che smaltirebbe parte del traffico del centro storico creando una alternativa da via Colombo per i trezzanesi per andare a sud, sia per andare a Corsico che in  Marchesina, e viceversa, soprattutto consentendogli di evitare il Ponte Gobbo e la via Roma.

l’altro molto più ad ovest, e prevede accordi con Gaggiano, sempre che voglia farne ancora con Trezzano, attraversando il Boschetto dove finisce la zona residenziale  e non tagliandolo fuori dal Comune come nel tracciato della tangenzialina attuale. Via Kennedy? Via Petrella? Via Cusago? (Si minimizza l’impatto sul Parco Sud attraversandolo laddove si restringe e ci si presta a collegare due zone già inurbate e industriali).
Non possiamo dire esattamente quale sia la soluzione più fattibile e sostenibile. Non finchè non convochiamo esperti a guidarci nelle ipotesi alternative.
Il vantaggio sarebbe quello di non creare una “autostrada” nella città, chi volesse avrebbe una reale via di percorrenza nord sud esterna l’avrebbe, ma poggiata in parte sul tracciato della  vigevanese nuova.

ndr : A questo punto si avrebbero ben quattro vie di passaggio (tangenziale, ponte sotto la tangenziale per il traffico interno, ponte a gaggiano e ponte gobbo) e, a seconda dell’ora, ogni auto passante non dovrebbe convogliare su una unica via ma potrebbe preferire quella più naturale per la sua direttiva di partenza.
Il ponte gobbo e la via Roma allora potrebbero anche essere CHIUSE al traffico in certi orari, di modo da “educare” il traffico e creare una area ambientalizzata su largo Risorgimento per la maggiore vivibilità del Centro Storico.

Si parlarerebbe di ponti leggeri, con quello di Gaggiano allacciato alla sp 38 ( microzona industriale di Gaggiano). Si potrebbe anche immaginare che con queste nuove vie percorribili si possano avere anche nuovi tracciati per il mezzo pubblico per zone ora completamente sprovviste (il Boschetto è praticamente isolato ora e non esistono mezzi pubblici intercomunali che facciano la via nord-sud, collegando Zibido e Gaggiano, Trezzano, Cusago e Bareggio).

Foto delle due zone industriali, Boschetto (Trezzano) e Gaggiano

Foto delle due zone industriali, Boschetto (Trezzano) e Gaggiano, collegherebbe la Vigevanese Nuova con la Vecchia e la sp38 – collegata alla Maroncelli via V.Nuova.

 

 

E qui viene il bello.
Questa è solo l’idea che è venuta parlandone coi cittadini ai nostri incontri, senza l’aiuto di esperti e solo come approfondimento alle critiche degli attuali progetti, niente di sostanzialmente proponibile come programma vero e proprio.
Vi piace? Non la trovate fattibile? Vi interessa discutere nel merito delle altre soluzioni possibili? Noi faremmo decidere a voi, decidere solo dopo essere stati VERAMENTE Informati.

POSTO che

siamo abbastanza certi che, al di là delle promesse elettorali, nessuno degli altri soggetti abbia la capacità di trovare nel bilancio di Trezzano i soldi per l’attuale milionario impattante e mastondontico progetto,

CONSIDERATO che

già per la messa in condizione ottimale delle strade attuali e il rifacimento sostanziale di tutte le strade di Trezzano c’è bisogno del tempo e di stanziamenti oculati annuali e periodici, tali da impegnare una eventuale responsabile amministrazione, come la vorremmo noi, per diversi anni,

RITENIAMO che

Mentre nei primi anni del prossimo quinquennio si possa programmare e eseguire la prima parte del lavoro: MANTI STRADALI, INFRASTRUTTURE E RISTRUTTURAZIONE ( marciapiedi, ciclabili, isole pedonalizzate, illuminazione stradale, rotonde, parcheggi, etc etc etc) , nonchè le due opere succitate,

già dal primo mese di amministrazione si possa avviare un percorso di URBANISTICA PARTECIPATA, approssimativamente della durata di un anno, coinvolgendo esperti urbanisti e ingegneri, tali che  la popolazione tutta, di tutti i quartieri,  minimizzando dunque gli interessi di parte e localistici* a favore degli interessi collettivi,  possa strutturare una proposta alternativa alla ATTUALE TANGENZIALINA, UNA PROPOSTA ALTERNATIVA PARTECIPATA, anche diversa da quella che abbiamo pensato noi (due ponti leggeri, succitata) , FATTIBILE e ECONOMICAMENTE PIU’ SOSTENIBILE e dunque, REALIZZABILE.

Nel secondo anno si procederebbe alla consultazione popolare sulle due proposte, quella già presentata e quella alternativa.

Illustrando in incontri pubblici sia il progetto ora avanzato che quello prodotto dal progetto di Urbanistica Partecipata, valutati e esposti alla cittadinanza sia i costi che le conseguenze e i vantaggi di entrambe le soluzioni (e i relativi sacrifici da affrontare per i diversi costi sul bilancio), le si chiederebbe di votare quale progetto approva.
Una volta finite le votazioni, il risultato di esse sarebbe l’opera da mettere in cantiere, con tutte le assunzioni di rischio, costi e responsabilità da parte dei cittadini.

Questo per noi vuol dire fare il bene di Trezzano: mettere i cittadini in condizione, mediante il supporto di esperti che aprano loro tutto il ventaglio delle ipotesi progettuali, delle fattibilità reali e dei costi diretti e indiretti delle diverse opere, di conoscere, valutare e decidere come risolvere il problema.

Certi che la cosa più credibile sarebbe dire onestamente e sin da subito che è già molto provvedere alla risistemazione, ristrutturazione e miglioramento dell’esistente, e, come noi proponiamo, realizzare quelle due prime misure che hanno effetti positivi sul traffico.

 

* troppo facile schierarsi pro o contro a seconda dei vantaggi o svantaggi con la prospettiva del solo proprio quartiere, vorremmo arrivare alla soluzione che rispecchia maggiormente la sostenibilità ambientale insieme alla fattibilità economica, risolvendo il problema con l’ottica del bene comune di tutta la città, con l’obiettivo ben puntato su una visione del bene comune collettiva e a lungo termine.