Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova

Euclide

Ieri sera, al confronto tra i candidati sindaci al centro parrocchiale Sant’Ambrogio, è accaduto un grave fatto di mistificazione e disinformazione ai danni di un paio di punti del programma del Movimento 5 Stelle di Trezzano sul Naviglio perpetrato dai candidati sindaci Guido Gervasoni di Trezzano Oltre e Riccardo Truppo di Fratelli d’Italia.

La ritengo grave soprattutto per quanto riguarda il metodo attraverso cui tutto ciò è avvenuto: tali candidati hanno sfruttato l’ultimo turno di risposte per attaccare i nostri punti, impedendo al nostro candidato portavoce Guido Nani, che aveva già sfruttato il suo ultimo turno per rispondere alle domande dei cittadini. Anche il candidato Giuseppe Russomanno è stato criticato per un punto del suo programma, ma quest’ultimo ha potuto sfruttare il turno successivo per controbattere.

È stato un chiaro esempio di utilizzo scorretto dello strumento del dibattito, che non era strutturato per consentire una discussione tra i soli candidati sindaco, ma solo per permettere a ciascuno di essi di rispondere a domande specifiche poste dalla cittadinanza.

Entrando nel merito dei contenuti criticati, il punto principale da citare è quello che riguarda la democrazia partecipata, colonna portante di tutti i programmi del Movimento 5 Stelle. Essa consiste sostanzialmente di tre strumenti: la Consulta dei Cittadini, il Referendum Deliberativo senza Quorum e il Bilancio Partecipato. Eccone una breve descrizione.

La Consulta dei Cittadini

È uno strumento già previsto nello Statuto Comunale di Trezzano, noi abbiamo intenzione di renderlo attuativo. La consulta sarebbe una sorta di “governo ombra” per gli ambiti di area culturale e progettuale formata da rappresentanti democraticamente eletti rappresentativi della società civile (comitati, associazioni) in possesso di tutte le informazioni a disposizione del Consiglio Comunale (spese, costi e bilanci) e in grado di cogestire e organizzare le attività culturali negli spazi del comune rendendoli ancora più “vissuti” e vivibili, migliorandoli e permettendone un più ampio uso responsabile e collaborativo dei cittadini. Il Consiglio della Consulta si riunirebbe regolarmente e almeno due volte l’anno si svolgerebbe un consiglio congiunto con il Consiglio comunale.

Il Referendum Deliberativo senza Quorum

Si tratta di un importantissimo strumento di democrazia diretta. Consente di poter convocare referendum i cui risultati, a differenza del consultivo, devono essere obbligatoriamente attuati dall’amministrazione. La mancanza del quorum serve ad incentivare la partecipazione dei cittadini al voto, perché entrambe le posizioni hanno interesse a vincere e dunque sono incentivati a pubblicizzare il referendum, piuttosto che tentare di nasconderne l’esistenza per impedire il raggiungimento del quorum. Si ottengono così partecipazione ed una rappresentazione realistica, in termini di statistiche, della volontà popolare

Il Bilancio Partecipato

Il bilancio partecipato consiste nell’assegnare una parte di bilancio del Comune alla gestione diretta dei cittadini, attraverso strumenti qualificati di pianificazione (mediante supporto con esperti), consultazione e dibattito che porta a elaborare soluzioni votate e condivise dai cittadini nel loro beneficio e consenso, e che l’amministrazione poi deve solo realizzare.

Questi strumenti sono stati demonizzati perché, secondo loro, i cittadini verrebbero chiamati ogni volta che c’è una decisione da prendere, impedendo loro di vivere la propria vita, e che un’amministrazione comunale a 5 stelle non prenda mai decisioni in autonomia.

Tutto questo è naturalmente falso.

Questi sono strumenti che il Movimento 5 Stelle intende fornire per consentire alla cittadinanza di effettuare un miglior controllo sulla propria amministrazione comunale e di poter intervenire sul suo operato in caso di necessità. Perché un cittadino, per poter partecipare attivamente, deve avere la possibilità concreta di prendere decisioni, e gli attuali strumenti democratici come il voto, che sostanzialmente è una delega in bianco, e le forme consultive di partecipazione che non sono vincolanti alla volontà dei cittadini, non lo consentono.

Invito i cittadini trezzanesi a riflettere: volete davvero scegliere come sindaco una persona che giudica strumenti che non conosce ed è contrario a determinati strumenti di democrazia?