[COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE]

Nella seduta di venerdì 12 settembre, la Giunta Comunale di Trezzano Sul Naviglio ha adottato la delibera per l’adesione alla “Carta di Pisa”.  Si tratta di un “codice etico” elaborato, presentato e promosso dall’Associazione Avviso Pubblico un ente che ha lo scopo di collegare tra loro le Amministrazioni e gli Amministratori pubblici impegnati, nella promozione della cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati.

Questa “Carta” – la quale prende le mosse e sviluppa il codice etico degli amministratori adottato dal Comune toscano di Certaldo nel 2009, il Codice Europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali elaborato in seno al Consiglio d’Europa nel 2004 ed il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (di cui al D. M. Funzione Pubblica 28 novembre 2000) – è stata presentata a Roma, il 27 febbraio 2012 ed è stata approvata ed adottata per la prima volta dalla Giunta della Provincia di Pisa il successivo 9 marzo. Da qui il nome “Carta di Pisa”.

La “Carta di Pisa”  è un codice etico-comportamentale, che intende essere una risposta all’attuale situazione di corruzione dilagante,  al fine di ripristinare il rapporto fiduciario tra cittadino e politica, che pare essersi infranto in questi ultimi anni e che ha portato ad una crescente disaffezione dei cittadini nei riguardi della politica e della “cosa pubblica” in genere.

Il contenuto della Carta è assai semplice; vengono infatti specificate le modalità di adesione, sia da parte dei singoli pubblici amministratori, sia da parte dei vertici delle amministrazioni locali. Gli articoli successivi della Carta sono un vademecum di obblighi ai quali i pubblici amministratori che aderiscono, devono attenersi; in particolare:

  • obbligo di trasparenza patrimoniale dell’amministratore; 
  • divieto di ricevere regalie, doni ed utilità, eccezion fatta dei doni convenzionali in occasione di festività e, comunque, di valore non eccedente € 100,00 annuo; 
  • divieto di condotte clientelari; 
  • divieto di cumulare incarichi politici, professionali, lavorativi o amministrativi, che interferiscano con l’attività pubblica esercitata o che facciano, anche solo apparentemente, compromettere il carattere di imparzialità del pubblico amministratore; 
  • obbligo di rendicontare e motivare le decisioni discrezionali assunte ; 
  • divieto di accettare qualsiasi forma di sostegno o finanziamento politico irregolare o non dichiarato, diretto o indiretto, e obbligo di rendere pubblici, con cadenza annuale, tanto i finanziatori quanto l’ammontare del finanziamento regolare ricevuto;  
  • obbligo di rispondere diligentemente ai cittadini circa le loro ragionevoli e legittime richieste riguardanti lo svolgimento dei propri compiti, la loro motivazione ed il funzionamento dei servizi ;obbligo di opporsi a forme di reclutamento o di avanzamento del personale nella pubblica amministrazione non fondato sulla legge e sul merito, limitando altresì il ricorso a consulenti esterni, e nell’obbligo di usare e custodire i beni e le risorse pubbliche con parsimonia ed oculatezza ; 
  • obbligo di assicurare alla Magistratura la massima collaborazione allorché sia sottoposta al suo vaglio l’attività dell’ente; obbligo di assumere prontamente provvedimenti disciplinari nei confronti di dipendenti resisi responsabili, nell’esercizio delle proprie funzioni, di condotte penalmente censurabili;
  • obbligo di non ostacolare, mediante condotte od omissioni, l’attività d’indagine della Magistratura; obbligo, qualora l’amministratore sia rinviato a giudizio o sottoposto a misure preventive per particolari reati (corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, ecc.), di dimettersi ovvero rimettere il proprio mandato;
  • obbligo di promuovere la costituzione di parte civile dell’amministrazione qualora vi sia il rinvio a giudizio di dipendenti o altri amministratori per i reati indicati;
  • obbligo di favorire, nei limiti delle sue competenze, qualora nel proprio territorio vi fossero beni confiscati alle organizzazioni criminali, la conoscenza degli stessi, nonché di promuoverne l’utilizzo a fini sociali e di contribuire a renderne note le modalità di utilizzo.

“Con questa adesione, proseguiamo nell’impegno preso già in  campagna elettorale, dove promettevamo ai cittadini il massimo impegno su trasparenza e legalità; le norme contemplate nel codice sono le più elementari e intuitive possibili, ma è indubbio che se gli amministratori le seguissero ed intendessero la “cosa pubblica” come servizio reso alla collettività, certamente diminuirebbero i fenomeni corruttivi cui la cronaca di questi ultimi tempi ci ha tristemente abituati”, dice il Sindaco Fabio Bottero.

L’Amministrazione Comunale, inoltre, sottolinea che un altro importante passo verso la legalità è stato dato dall’Ufficio di Presidenza di Avviso Pubblico, che riunitosi nella giornata di venerdì 12 settembre, ha deliberato l’adesione del nostro Comune all’Associazione.

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