È stata una serata fantastica quella svoltasi al Centro Socio-Culturale il 17 ottobre, imperniata sulla figura di assoluto spessore morale e professionale del giudice Ferdinando Imposimato, Presidente aggiunto onorario della Suprema Corte di Cassazione. Ospite a sorpresa il dr. Elio Lannutti, presidente e fondatore dell’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari). Moderatore, oltre che relatore, della serata è stato lo scrittore-giornalista-blogger Piero Ricca. Molto coinvolgente il nostro portavoce in Regione Lombardia, Eugenio Casalino, soprattutto sui nuovi rapporti Stato-Regioni, presenti nelle modifiche costituzionali, che trasferirebbero al Governo competenze ora demandate agli organi periferici. Molta passione civile negli interventi di Imposimato e Lannutti!
Imposimato si è soffermato soprattutto sui reali ispiratori degli stravolgimenti che l’attuale Governo intende attuare sulla Costituzione. Il referendum di Renzi-Boschi-Verdini vuole promuovere una serie di modifiche costituzionali di matrice certamente non italiana. Le profonde modifiche de-gli articoli della Costituzione, scritti nel secondo dopoguerra dai Padri costituenti della Repubblica e pensati per impedire una futura svolta autoritaria del Paese, vengono da lontano, dai potentati della finanza internazionale, dalla banca d’affari JP Morgan. Fantasie? Assolutamente no. Il significato dell’intervento di Imposimato è ben sintetizzato da Diego Fusaro nel Blog delle Stelle: “Il 28 maggio 2013, JP Morgan compose un documento di sedici pagine, significativamente intitolato in questa maniera: “Aggiustamenti nell’area euro”. Merita di essere letto. A pagina 12 e 13 si parla espressamente delle Costituzioni dei Paesi europei. Così troviamo scritto: «Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in segui-to alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea». E ancora: «I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo».. Per concludere: «I sistemi politi-ci e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla cresci-ta di partiti populisti (Italia e Grecia)». Addirittura le costituzioni garantiscono “il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi”!!”.
Ancora dubbi sui fautori della riforma costituzionale?

L’evento trezzanese del 17 ottobre a sostegno delle ragioni del NO

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