La nuova chiesa di Santa Gianna Beretta Molla

La nuova chiesa di Santa Gianna Beretta Molla

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di ottobre abbiamo avuto modo di confermare la nostra visione della Chiesa come promotrice di una vasta azione sociale da svolgere sul territorio a fianco delle fasce più deboli e meno protette della popolazione. Il messaggio evangelico, in una visione laica, è da intendere come nutrimento della parte nobile dell’animo umano.
Ci chiediamo se tutto questo debba anche comportare una sorta di sudditanza delle istituzioni, che per loro stessa natura sono laiche, nei confronti della Chiesa. Le Amministrazioni sono chiamate a privilegiare gli interessi di tutti i Cittadini, senza curare alcun interesse particolare di altri enti ed istituzioni.
Accade invece spesso che a livello di governo delle città vi sia in modo inaccettabile una commistione tra sacro e profano che conduce a scelte troppo compiacenti se ad essere al centro delle decisioni amministrative vi è la Chiesa.
È capitato così in Consiglio comunale di trovarsi al centro di un annoso pasticcio, trascinato in modo inconcludente ed impalpabile da più Amministrazioni, dagli anni ‘90 ad oggi.

La vicenda

Con atto notarile del 13/07/1990 il Comune concedeva alla parrocchia Sant’Ambrogio il diritto di superficie a tempo indeterminato (la legge prevede che un ente pubblico possa concedere un area in diritto di superficie solo a tempo determinato!) dell’area sulla quale sorgerà la chiesa di Santa Gianna Beretta Molla.
Il 23/04/2008 il Consiglio comunale approvava lo schema di convenzione tra Comune e parrocchia, sottoscritto da Don Franco Colombini, per la permuta di aree e la realizzazione da parte della Chiesa di parcheggi ad uso pubblico, secondo la quale il Comune cede un area di 1040 mq in cambio di un area della Chiesa di 550 mq, sita tra Sant’Ambrogio e la sede centrale del Comune (parte dell’area visibile nelle foto sottostanti).
Il permesso di costruire la nuova chiesa veniva rilasciato l’11/12/2008 e prevede come detto la realizzazione dei parcheggi da parte della parrocchia.

area-chiesa-1


Il terreno che avrebbe poturo accogliere l'orto botanico Il terreno che avrebbe potuto accogliere l’orto botanico

Fino ai giorni nostri

Va subito detto che la convenzione approvata in Consiglio comunale nel 2008 non si è mai trasformata in contratto per la reticenza inspiegabile (o no?) di tutte le Amministrazioni susseguitesi ma indicava comunque da entrambe le parti contraenti una precisa volontà di addivenire ad un equo scambio. Inoltre, in assenza della costruzione dei parcheggi, la parrocchia non avrebbe potuto procedere alla costruzione della chiesa in quanto sarebbero venuti meno i requisiti di legge che prescrivevano precisi rapporti volume / superficie per ottenere il permesso di costruzione della nuova chiesa.
Il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio), approvato dal Commissario Straordinario nel 2014, ha rimescolato le carte, legando l’edificabilità su suolo pubblico non più ai volumi degli edifici non abitativi ma alla superficie calpestabile. Inoltre anche l’esigenza di nuovi parcheggi risultava fortemente ridimensionata (anche se dall’attuale azione dell’Amministrazione non si direbbe!!). Da qui i nuovi calcoli fissano in 330 mq la superficie di terreno che la parrocchia deve cedere al Comune per risultare in regola con il permesso di costruire. E che cosa viene approvato in Consiglio comunale qualche giorno fa? Nessun terreno viene ceduto dalla Chiesa ma i 330 mq vengono considerati equivalenti al diritto di passaggio pedonale nel corridoio tra la via Buozzi e la SP 59 (Vecchia Vigevanese) e solo in orario diurno!!
Ognuno di voi può farsi un’opinione sulla equità di tale permuta. Resta la constatazione che il Comune:

  1. ha ceduto a tempo indeterminato un terreno di sua proprietà per edificare la nuova chiesa;
  2. ha costruito i parcheggi della cui costruzione doveva occuparsi la Chiesa a proprie spese;
  3. dovrà fare manutenzione su tali aree;
  4. ha avuto in cambio una servitù di passaggio solo diurna quando la parrocchia a suo tempo si era mostrata disponibile alla cessione di una parte di terreno vicino a Sant’Ambrogio.

E non conta se la volontà di chi aveva approvato in Consiglio comunale la convenzione fosse originariamente quella di utilizzare tali terreni per un futuro eventuale ampliamento della sede del Comune. Oggi tale convenzione non esiste più ed il Comune di Trezzano avrebbe potuto utilizzare quei terreni, tra l’altro deprezzati dalla sopravvenuta fascia di rispetto dei Navigli (100 m.) e come tali non più edificabili, come “orti didattici” per le vicine scuole comunali che distano una decina di metri dall’area verde.
Questo ha proposto il Movimento Cinque Stelle sia in Commissione Territorio sia in Consiglio comunale ma, lo sappiamo bene, questa Amministrazione non si è mai mostrata recettiva verso le proposte di altri gruppi politici. Avremmo potuto disporre di una bella area di almeno 500 mq (in quanto i 330 mq erano riferiti ad una permuta su terreno più “pregiato” in quanto edificabile) per sviluppare nei nostri bimbi l’amore per la natura, per mostrare loro che carote, patate e pomodori non sono quelli nelle ceste del fruttivendolo ma vengono dalla terra, in un affascinante ciclo perpetuo ben poco conosciuto dalle giovani generazioni.
Ahimè, queste considerazioni non sembrano appartenere a Trezzano! Amen.

PS: Esporremo questa serie di considerazioni alla Corte dei Conti per ottenere un suo parere sull’equità della permuta e su eventuali danni economico-patrimoniali subiti dal Comune.